Cosa è successo alle ricerche di Google?

31 gennaio 2009 - ore 19:25

Nel corso del pomeriggio di oggi, si è verificata una difficoltà di accesso ai servizi di Google causata da un errore umano. La natura del problema è spiegata nel dettaglio nel post al seguente link:

http://googleblog.blogspot.com/2009/01/this-site-may-harm-your-computer-on.html

Google si scusa con gli utenti e con i proprietari dei siti.


Webspam 2009

30 gennaio 2009 - ore 09:25

Pochi giorni fa Matt Cutts, responsabile del team Webspam di Google, ha pubblicato un post sul suo blog per chiedere agli utenti di cosa vorrebbero che il Team Webspam si occupasse nel 2009.
Pubblichiamo di seguito il testo tradotto in italiano, sperando che abbiate tanti suggerimenti da darci!

"Siamo all'inizio di un nuovo anno, quindi mi piacerebbe avere la vostra opinione: di cosa vorreste si occupase il Team Webspam nel 2009? Ecco la domanda che vi feci nel 2006:

Basandoti sulla tua esperienza, chiudi gli occhi e immagina l'area (o le aree) su cui vorresti che Google lavorasse. Pensaci un attimo senza guardare i commenti degli altri utenti, io non farò riferimento a nessun argomento speficifico per non influenzare il risultato; vorrei che la gente dicesse, senza venire in alcun modo influenzata, in cosa Google deve concentrarsi per ridurre lo webspam nell'arco di tempo che và dai 6 ai prossimi 12 mesi .

Una volta individuate le vostre priorità, per favore postate il vostro commento costruttivo nel Gruppo Assistenza Webmaster. Non voglio parlare di singoli siti o sviluppare discussioni troppo lunghe: basterà un commento ciascuno per indicare su cosa dovrebbe concentrarsi Google in relazione allo webspam."

Giornata Internazionale della tutela della privacy

28 gennaio 2009 - ore 11:28

Oggi, 28 gennaio, si celebra la giornata internazionale della tutela della privacy. Tuttora la poca conoscenza su come proteggere i propri dati online rappresenta un problema a livello globale.

Ogni giorno vengono caricate online sempre più informazioni ed è quindi estremamente importante che le persone conoscano benefici e rischi della Rete, nonché gli strumenti che sono a loro disposizione per controllare e gestire le informazioni che condividono online.

Tra le diverse iniziative pianificate nel corso di questa giornata, saremo presenti al "data privacy day: increasing privacy awareness and trust" organizzato in collaborazione con l'Information Technology Association of America, dove affronteremo assieme ai diversi rappresentati di governo, americani ed europei, la questione della sensibilizzazione al tema della privacy. Questo evento fa parte di un processo di dialogo e confronto continuo che stiamo intrattenendo con legislatori e organi di regolamentazione, associazioni dei consumatori, industriali e responsabili privacy per proteggere le informazioni degli utenti online.

I nostri sforzi per accrescere la consapevolezza in materia di protezione dei dati personali, oltre alle azioni intraprese nella pubblica arena, si fondano su un dialogo diretto con i nostri utenti, all'insegna della trasparenza e della facoltà di scelta. Per questo abbiamo chiaramente detto quali dati conserviamo e per quanto tempo e per questo continuiamo a sviluppare prodotti che permettano agli utenti di avere controllo sulle informazioni che condividono.

Di recente abbiamo arricchito il nostro Privacy Center, accessibile direttamente dalla homepage di Google, con video, informazioni utili e link a post su come gestire le informazioni private online. Nel frattempo, continuiamo a sviluppare prodotti che offrano alle persone ulteriori informazioni e reali alternative per la gestione della loro privacy. Ne sono esempio il sistema di oscuramento dei visi in Street View e la funzione di Chrome che consente di navigare il web in incognito.

Ci proponiamo di migliorare ulteriormente il nostro approccio al tema della privacy portando avanti il dialogo con le persone che utilizzano i nostri prodotti e servizi e mettendo a loro a disposizione sempre più strumenti utili a questo scopo. Per ora, se volete saperne di più, vi invito ad accedere al nostro Privacy Center.

Diritto d'autore e diffusione della conoscenza: un equilibrio è possibile

26 gennaio 2009 - ore 18:26

Il libro verde elaborato dalla Commissione Europea sul "diritto d'autore nell'era dell'economia della conoscenza" inizia con queste parole: "Il presente Libro verde intende promuovere un dibattito sui migliori mezzi per assicurare la diffusione online delle conoscenze per la ricerca, la scienza e l'istruzione".

La Commissione non ha nascosto la testa sotto la sabbia: è chiaro che esiste una tensione fra diritto d'autore e diffusione della conoscenza. Ma l'obiettivo è proprio quello di trovare il giusto equilibrio fra accesso e protezione (o vogliamo meglio dire giusta remunerazione) dell'autore.

La libertà e la condivisione sono i principi che hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo di Internet.

La Rete è stata costruita su standard aperti e i servizi che hanno mantenuto lo spirito originario sono diventati veicoli di crescita economica e libertà di espressione. Sono stati proprio il libero mercato e gli standard aperti a guidare l'innovazione. Nell'assenza di leggi "imposte" dai Governi, la Rete ha saputo auto-regolamentarsi sulla base dei valori caratterizzanti le comunità virtuali. Internet non ha bisogno di leggi ma di principi condivisi e universali, o come ha proposto Stefano Rodotà , di "codici di autodisciplina di nuova generazione, nel senso che non sono il prodotto esclusivo degli interessi di settore, ma nascono dalla collaborazione tra questi e soggetti pubblici".

Le opportunità che Internet offre sono incredibili e permettono di trovare soluzioni adeguate alle sfide che le nuove tecnologie presentano. A questo proposito chiediamo al Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale che si sta occupando di elaborare le soluzioni al problema della violazione dei diritti di proprietà intellettuale online, di tenere in considerazione il punto di vista degli operatori della società dell'informazione.

Lotta contro la pirateria digitale
Occorre definire regole condivise che facciano sì che le nuove tecnologie, digitali e telematiche, costituiscano uno strumento di promozione e crescita culturale e non un elemento di freno o ostacolo a tale sviluppo. Qualsiasi normativa che vada a impattare sul mezzo di comunicazione Internet dovrebbe tenere in considerazione la specificità di questo mezzo.

Il futuro è lo sviluppo di piattaforme che realizzino le aspettative ed i bisogni degli utenti.

Già oggi i fornitori di servizi nella società dell'informazione sviluppano costantemente nuovi strumenti caratterizzati dalla volontà di trovare un equilibrio tra libera circolazione dei contenuti su Internet e tutela dei diritti di chi ha creato tali contenuti. Si può citare l'esempio di Video ID , tecnologia lanciata recentemente da YouTube, che consente ai titolari di copyright non solo di gestire e proteggere i loro contenuti su questa piattaforma, ma anche di verificarne l'utilizzo per eventualmente rimuoverli, nonché di trarne profitto attraverso meccanismi pubblicitari di pay per click.

Come ha avuto modo di scrivere Guido Scorza su Punto Informatico, la cosiddetta dottrina Olivennes (ovvero inviare tre avvisi, e qualora vengano ignorati, tagliare la connessione ad Internet a chi scarica illegalmente contenuti protetti dal diritto d'autore) non è la soluzione giusta perchè parte da un presupposto inaccettabile: quello secondo cui i diritti patrimoniali d'autore andrebbero collocati in una posizione sovraordinata rispetto ad altri diritti e libertà fondamentali dell'uomo e del cittadino quali la libertà all'informazione – nella sua duplice accezione di diffondere e ricercare informazioni – ed il diritto alla riservatezza ed alla privacy.

Responsabilità dei prestatori di servizi Internet
La legge sul commercio elettronico ha disegnato il quadro normativo nel quale si devono muovere i prestatori di servizi Internet per quanto riguarda l'imputabilità delle condotte in Rete ed ha permesso all'Italia di sviluppare un'industria digitale. L'art. 17, in particolare, prevede che "il prestatore non è assoggettato ad un obbligo generale di sorveglianza sulle informazioni che trasmette o memorizza, ne ad un obbligo generale di ricercare attivamente fatti o circostanze che indichino presenza di attività illecite." Il prestatore è tenuto ad informare l'autorità giudiziaria qualora sia a conoscenza di presunte attività illecite e a fornire alle autorità competenti le informazioni in suo possesso che consentano l'identificazione del responsabile.

Attraverso i nuovi strumenti informatici e telematici, Internet consente a chiunque di esercitare la libertà di manifestazione del pensiero nella duplica accezione: diritto ad informare ed ad essere informati. È importante che tale grande opportunità non vada sprecata.

Non è possibile ignorare la realtà: sono sempre più numerose le persone e le Istituzioni che hanno scelto di avere una presenza su Internet (dal canale su YouTube del Vaticano, al sito della Casa Bianca, dalle pagine di Facebook dove i parlamentari si tengono in contatto con i loro elettori, ai milioni di internauti che ogni giorno aggiornano il loro blog).

Condividi la conoscenza: il valore del fair use
Milioni di persone utilizzano ogni giorno il motore di ricerca di Google, ignari di quanto sia delicato l'equilibrio che dobbiamo cercare fra la loro sete di conoscere e le leggi a tutela del diritto d'autore.

Google condivide e supporta i diritti di proprietà intellettuale dei creatori di contenuti e crede nel diritto d'autore. Gli autori meritano di essere premiati per il loro lavoro ed il sistema delle leggi sul copyright è uno strumento fondamentale nella promozione della creatività.
Il fair use ha permesso ad un intero nuovo settore industriale di crescere e sviluppare nuovi servizi e piattaforme utili per gli utenti, basti pensare al fenomeno del Creative Commons.
Un interessante e recente studio della Computer and Communications Industry Association cerca di quantificare il contributo portato dalle società che si riconoscono nell'economia delle libere utilizzazioni. La "fair use economy" nel 2006 ha prodotto ricavi per 4.600 milioni di dollari (all'incirca un sesto del PIL totale degli USA), impiegando più di 17 milioni di persone.

Un canale YouTube del Comitato
YouTube si sta sempre più affermando come uno strumento che favorisce il dialogo fra le Istituzioni e gli utenti della Rete, in un'ottica di rispetto delle diverse posizioni e di attenzione ai feedback costruttivi (come dimostra il question time istituto dal Primo Ministro Gordon Brown sul canale di Downing Street).

Proprio per questo motivo Google propone al Comitato contro la pirateria digitale di aprire un canale YouTube per favorire lo scambio "diretto" e trasparente con i cittadini e gli operatori del settore. Potrebbe essere interessante avere il punto di vista di chi fruisce dei contenuti e fa in modo che l'industria della produzione della cultura possa continuare a vivere.


Anche il Papa è arrivato su YouTube

23 gennaio 2009 - ore 12:00


Il Papa è arrivato su YouTube: questa è la bella notizia di oggi. Molte persone nel mondo desiderano poter sapere, poter conoscere meglio che cosa il Papa pensa, che cosa la Chiesa cattolica propone per i grandi problemi del mondo di oggi.

Con il nuovo canale Vaticano su YouTube, che comincia in inglese, spagnolo, tedesco e italiano, da quest’oggi sarà più facile.

Il Centro Televisivo Vaticano e la Radio Vaticana da più di un anno producono ogni giorno videonews sull’attività del Papa e sugli eventi del Vaticano. Ora sono pronti per fare questo salto “nell’arena globale”, per mettere il loro materiale a disposizione di gente di tutti i Paesi, di tutte le posizioni religiose e ideologiche che siano interessati alle parole del Papa e della Chiesa cattolica.

Dalla home page del canale, attraverso diversi link, si potrà sviluppare l’informazione, si potrà attingere ai testi completi, si potranno avere commenti, in modo da contestualizzare le brevi informazioni delle videonews.

Attraverso le forme di interattività abituali di YouTube, si potranno anche mandare messaggi, mandare commenti, condividere i filmati che sono più interessanti con i propri amici.

Quindi la proposta del Vaticano si inserisce in un clima di dialogo, in un clima di apertura ad una comunicazione in tutte le direzioni.

Siamo all’inizio di un cammino che, sulla grande rete globale, ci porterà lontano.

Il Papa, la Chiesa cattolica, il Centro Televisivo Vaticano e la Radio Vaticana accompagnano l’umanità di oggi con questi nuovi modi di comunicare con grande simpatia e partecipazione.

Integrare AdSense ad Analytics

21 gennaio 2009 - ore 14:26

Analytics può essere un ottimo strumento per raccogliere dati e informazioni utili ad analizzare e ottimizzare le performance di un account AdSense.
In questo video, disponibile anche sul canale YouTube di Google Italia, raccontiamo come integrare i due strumenti in poche, semplici mosse.


Maggiori dettagli sono disponibili anche in questo link.

Buona visione!

Il ruolo dell'ICT nello sviluppo della cultura digitale

20 gennaio 2009 - ore 15:10

Cosa può fare l’industria dell’ICT per lo sviluppo della cultura digitale è la domanda alla quale hanno cercato di rispondere i partecipanti all’interessante convegno organizzato dall’Istituto per le politiche dell’innovazione giovedì scorso a Roma (Cultura digitale e politica dell’innovazione).

Un giorno dopo la presentazione del tavolo di lavoro sull’antipirateria istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il settore ha dato un segnale di grande vitalità e passione: la sala stracolma, quaranta persone a seguire i lavori per strada e altre 200 online. Da Wikipedia a YouTube, dall’Ing. Chiariglione a Creative Commons, sono stati snocciolati dati, modelli di business e soluzioni tecnologiche per realizzare quel famoso bilanciamento fra protezione dei diritti di proprietà intellettuale e diffusione della cultura digitale che sono alla base di un sano sviluppo del Web.
La vera notizia che esce dalla riunione di oggi è che si può diffondere la conoscenza attraverso le nuove tecnologie, senza bloccare i contenuti e nel rispetto dei diritti dei titolari di proprietà intellettuale.

Inoltre, è chiaro che il passaggio all’economia digitale rappresenta un’opportunità irrinunciabile per uscire dalla crisi economica. Da questo punto di vista l’industria dei contenuti, per ragioni storiche e culturali, è l’orizzonte nel quale ci possiamo muovere in difesa di un’Italianità non museale ma veramente innovativa. I nuovi modelli di business che si stanno affermando offrono proprio la possibilità di far crescere una generazione di produttori indipendenti e dare nuova vita a contenuti che ormai non avevano più mercato. Insomma è il trionfo del concetto della Lunga Coda teorizzato da Chris Anderson, dove non monetizzano solo le hits ma tutti i contenuti, anche quelli che interessano meno persone.

Coordinare la filiera della creazione dei contenuti, negli interessi di tutti gli attori non è un’utopia, ma una realtà. Bisogna solo volerlo.
Da questo punto di vista i protagonisti del dibattito hanno sottolineato che quello che ci si aspetta da chi prende le decisioni non sono i soliti aiuti di Stato ma una cornice normativa ‘positiva’ finalizzata a favorire lo sviluppo dell’economia digitale. I principi dell’accesso alle informazioni ed alle opportunità del Web, della neutralità della Rete, della difesa dei diritti fondamentali (libertà di espressione, privacy, informazione), la semplificazione delle leggi in vigore (anche facendo ricorso alla auto e co-regolamentazione) sono insieme all’impegno nelle Reti di nuova generazione l’ossigeno che permetterà a questo settore di liberare le proprie energie positive.

I politici presenti hanno colto il messaggio. La loro partecipazione attiva (e per una volta bipartisan) è una testimonianza di come non siano impermeabili al messaggio e non vivano le nuove tecnologie solo attraverso il loro canale YouTube o la loro pagina personale su Facebook. Speriamo che le azioni seguano le intenzioni, anche alla luce dei progetti di legge e delle soluzioni attualmente in discussione per proteggere il diritto d’autore sul Web.
La famosa dottrina Olivennes, ovvero il taglio della connessione ad Internet come punizione per chi scarica musica e video in maniera illegale, è all’opposto delle soluzioni discusse al convegno: pensiamo al VideoID di YouTube o al DRM dell’Ing. Chiariglione, sistemi in cui viene lasciata la libertà al titolare dei diritti di proprietà intellettuale di controllare, monetizzare o bloccare un determinato contenuto senza criminalizzare l’utente finale.

Il tema dell’accessibilità dei contenuti pubblici (a partire dalle leggi in vigore) è altrettanto all’ordine del giorno. Ci si è domandato se prima di preoccuparci di combattere il peer to peer non è il caso di domandarsi come è possibile che buona parte dei materiali che sono prodotti dalla Pubblica Amministrazione, con i soldi di tutti, non siano disponibili online. Anche questo è condividere la conoscenza.

Il tema di chi debba prendere le decisioni e di come coinvolgere la società civile e gli Internet Service Provider resta di estremo interesse ed attualità. Il convegno è stato un punto di partenza che non può essere ignorato: esiste un mondo di utenti e fornitori di piattaforme che abilitano alla conoscenza ed alla comunicazione, di ricercatori, di operatori della cultura e dell’accesso, di nuove professionalità che deve essere coinvolto nel processo decisionale, nel rispetto dei ruoli istituzionali ma anche di chi vive da protagonista la rivoluzione digitale.

YouTube, un passo in avanti per rispettare sia gli utenti che i proprietari di diritti d'autore

16 gennaio 2009 - ore 15:25


Fino
ad oggi quando un'etichetta discografica ci segnalava una violazione di copyright su un video caricato su YouTube, la risposta era immediata: il video veniva bloccato, a meno che non venisse provato il contrario.
Far rispettare i termini e condizioni d'uso, inclusa la policy sul copyright, non dava agli utenti molte alternative. Oggi queste alternative ci sono, due in particolare. Chi ha caricato un video può infatti modificarlo, togliendo la traccia audio coperta da copyright oppure sostituendola con una libera da diritti, avvalendosi della funzione "audio swap". A fronte di questa decisione c'è un duplice obiettivo, da una parte rispettare le leggi in vigore sulla tutela dei diritti d'autore e dall'altra continuare ad incentivare lo sforzo creativo degli utenti di YouTube, che potranno mantenere live il loro video optando per una delle alternative proposte loro.

I capolavori del Museo del Prado su Google Earth

13 gennaio 2009 - ore 14:04

Arte e tecnologia si fondono per offrirvi un’esperienza unica: siamo entusiasti di presentare un nuovo livello su Google Earth che permette di ammirare le riproduzioni dei capolavori del Museo del Prado ad altissima risoluzione.

Il Prado, uno dei musei più importanti a livello mondiale, ospita nelle sue ricche collezioni opere di celebri pittori fiamminghi e spagnoli (Rubens, Rembrandt, Dürer, Goya, Velàzquez…), tra cui spiccano maestri italiani come Raffaello, Tiziano, Tiepolo e Beato Angelico: da oggi è anche il primo museo al mondo a permettere l’accesso ai propri capolavori attraverso Google Earth.

Esperti d’arte, studiosi e semplici appassionati di ogni parte del mondo potranno ammirare i più piccoli dettagli di questi dipinti, come il tocco delle pennellate o le crepe nella tela. Le opere infatti, grazie a una tecnologia sofisticata, sono state riprodotte in altissima risoluzione: ciascuna fotografia contiene 14.000 milioni di pixel, che consentono di esaminare l’immagine e scoprirne dettagli che possono sfuggire a occhio nudo, come la piccola ape su un fiore ne “Le Tre Grazie”, le lacrime sui volti dei personaggi nella “Deposizione” e le complesse miniature del “Giardino delle Delizie”.

Per accedere al livello Museo del Prado su Google Earth seleziona Edifici in 3D nel pannello in basso a sinistra e digita “Prado” nella casella di ricerca. Sarai trasportato alla ricostruzione in 3D del museo, dove potrai cliccare sull’icona per visualizzare i capolavori.

Per maggiori informazioni, è possibile visitare la pagina dedicata al progetto: google.it/prado.

Buona visione!





Dare energia alle ricerche su Google

- ore 11:35

Non molto tempo fa per trovare risposta ad un quesito era necessario, nel migliore dei casi, raggiungere la biblioteca più vicina. Oggi, i motori di ricerca ci consentono di accedere istantaneamente a un'incredibile quantità di informazioni, senza allontanarsi da casa. Strumenti come: email, libri e foto online, o chat video ci consentono di aumentare la nostra produttività diminuendo al contempo il bisogno di mezzi di trasporto e di carta.

Tuttavia, oggi che i computer sono sempre più presenti nella nostra vita, l’information technology tende a consumare quantità di energia sempre maggiori. Google prende molto sul serio l'impatto ambientale che ne deriva. Per questo abbiamo progettato e installato in tutto il mondo data center all'avanguardia in termini di risparmio energetico, riducendo al minimo il dispendio energetico derivante dalle ricerche effettuate su Google. Basti pensare che nell'arco di tempo necessario per eseguire una ricerca, un comune personal computer consuma una quantità di energia superiore a quella impiegata da Google per restituire i risultati.

Di recente, alcune fonti hanno riportato delle stime più alte, affermando che mediamente per una ricerca su Google viene consumata "metà dell’energia impiegata da un bollitore da tè", con un'emissione di 7 grammi di CO2.
Abbiamo pensato che fosse importante spiegare perché questo numero è di gran lunga superiore alle nostre stime. Google è veloce: normalmente per una ricerca vengono restituiti risultati in meno di 0,2 secondi. Le ricerche presentano diversi gradi di complessità, ma di norma i server che le elaborano lavorano per alcuni millesimi di secondo.
Se a questo dato si aggiungono altre operazioni che avvengono prima di eseguire una ricerca (ad esempio, la generazione dell’indice di ricerca), si ottiene un valore di 0,0003 kWh per ricerca effettuata, pari a 1 kJ.

Per fare un paragone, considerando che un adulto medio necessita di 8.000 kJ al giorno di energia assimilabile attraverso il cibo, una ricerca su Google utilizza la stessa quantità di energia che il corpo umano brucia in 10 secondi.

In termini di emissione di gas serra, una ricerca su Google equivale a circa 0,2 grammi di CO2. L'attuale normativa della Commissione Europea sulle emissioni di gas di scarico stabilisce una soglia di 140 grammi di CO2 per chilometro, sebbene la maggior parte delle automobili non raggiungano ancora questi livelli. Per ogni chilometro percorso, un'auto produce, in media, gas serra pari a un migliaio di ricerche su Google.

Abbiamo fatto notevoli passi in avanti per ridurre il quantitativo di energia utilizzato dai nostri data center e nonostante ciò continuiamo a cercare fonti rispettose dell’ambiente e vantaggiose per soddisfare il nostro fabbisogno energetico. Nel 2008 Google.org, il nostro ramo filantropico, ha investito 45 milioni di dollari in tecnologie sperimentali per la produzione di energia pulita. E la scorsa estate, come parte del progetto "energia rinnovabile più economica del carbone" abbiamo creato un team interno di ingegneri che ha l'obiettivo di studiare fonti energetiche non inquinanti.

Stiamo inoltre collaborando con molti altri membri della comunità IT per aumentare l’efficienza dei sistemi su ampia scala. Nel 2007 abbiamo cofondato il Climate Savers Computing Initiative, un gruppo che ha l'obiettivo di migliorare l’efficienza dei sistemi informatici.

Questo consorzio di tipo non-profit si pone l’obiettivo di dimezzare il consumo energetico prodotto dai computer entro il 2010, riducendo così le emissioni globali di CO2 di 54 milioni di tonnellate per anno. Un bel numero di bollitori da tè, non c'è che dire...

La tecnologia digitale è la risposta al rallentamento economico

12 gennaio 2009 - ore 10:21

La storia ci insegna che è nei momenti di rallentamento che emergono le realtà di business davvero vincenti e quello odierno è senza dubbio il primo, serio rallentamento da quando ha avuto inizio quella che molti hanno battezzato come l'era digitale.
Pur non sapendo per quanto tempo si protrarrà l'attuale periodo di incertezza economica, è evidente che avrà un forte impatto su numerose famiglie e attività di business.
Eppure, l'attuale era digitale segna un forte cambiamento rispetto al passato che non può essere omesso dall'analisi degli eventi. Ci troviamo infatti di fronte ad un accesso di massa a informazioni, strumenti e tecnologie che rendono possibili nuovi comportamenti e che difficilmente subirà rallentamenti.
Un contesto come l'attuale non può che favorire un'ulteriore adozione di tecnologie digitali e un maggiore uso di Internet. Resta da capire quali saranno le imprese capaci di capitalizzare da questa contingenza.

Oggi ci sono 1,4 miliardi di persone online in tutto il mondo, quasi il 20% della popolazione mondiale. In Italia si stima che 27,6 milioni di persone, in crescita rispetto allo scorso anno, navighino in rete per informarsi, divertirsi, comunicare, acquistare e documentarsi per poter prendere decisioni sempre più ponderate.
Osservando le dinamiche dei consumatori di oggi, le aziende possono sfruttare la tecnologia e i media digitali per essere più flessibili, efficaci e mirate nel far crescere il loro business in un periodo di rallentamento.

I consumatori si fidano delle informazioni e delle opinioni che trovano online. Con i budget domestici sempre più limitati a loro disposizione, usano Internet ancora di più per cercare gli affari migliori, così come dimostra la crescita dell'oltre 20% di ricerche di directories online. Inoltre, il risparmio sui divertimenti fuori casa favorirà un maggiore uso delle opportunità sociali e di intrattenimento offerte dalla rete.
Le ultime stime sul mercato dei social networking sui cellulari parlano di una crescita che, a partire dagli 82 milioni di utenti del 2007, raggiungerà entro il 2012, 910 milioni di utenti in tutto il mondo.
Inoltre, ogni minuto vengono caricate su YouTube 13 ore di nuovi contenuti video; un dato eccezionale che dimostra come le tecnologie digitali siano a tutti gli effetti parte della nostra vita e come al contempo stiano rivoluzionando l'accesso, la condivisione e la creazione di contenuti online.

Rispetto alle dinamiche di business, proprio l'immediatezza e il volume di informazioni disponibili online hanno modificato radicalmente il processo di acquisto dei consumatori che oggi si aspettano di trovare online un'ampia scelta di articoli a prezzi popolari e nella maggior parte dei casi anche di poter acquistare online quanto hanno visto in negozio servendosi dell'ausilio dei motori di ricerca.
Questi consumatori dell'era digitale non rappresentano più nicchie di mercato bensì oltre un terzo della popolazione italiana. Da una serie di indagini è infatti emerso che non si tratta esclusivamente di ragazzini, come spesso erroneamente si crede, ma di adulti, dai 25 ai 64 anni, e sempre più donne (42%).

Il marketing digitale, e in particolare il search marketing, rappresenta uno strumento mirato ed oggi più che mai efficiente per raggiungere questi consumatori ad un costo decisamente inferiore rispetto agli altri canali mediatici.
Internet consente alle aziende di mettersi sul mercato in modo flessibile e di raggiungere il giusto target di consumatori nel momento in cui sta manifestando un chiaro bisogno informativo, ripagando l'investimento dell'azienda per ogni centesimo speso.

Tra coloro che stanno apprezzando le opportunità offerte da questo mezzo vi sono le piccole e medie imprese che fino a poco tempo fa subivano le barriere d'ingresso dei mezzi di comunicazione tradizionali, privilegio di pochi, e che oggi hanno nell'online la risposta per ottenere visibilità in funzione del ritorno sugli investimenti.

Non c'è quindi da stupirsi se la quota di investimenti in advertising su Internet, al 9% del totale budget pubblicitario, raggiungerà il 13.6% entro il 2010 proprio grazie alla capacità del mezzo Internet di integrarsi con gli altri media e di generare risultati misurabili.

Ovviamente ci troviamo in un contesto dove è difficile assolutizzare qualunque stima. Non vi è mai stato un periodo di rallentamento così lungo e critico da quando la diffusione di Internet ha dato il via all'era digitale odierna.
Tuttavia una cosa è certa: le imprese che non rispondono al cambiamento di comportamento dei consumatori e alle nuove opportunità che si stanno creando rischiano di perdere di competitività nel mercato. Coloro che invece investono per costruire e consolidare la propria presenza online potranno trasformare la crisi in una grande opportunità di rafforzamento della propria impresa.

Public Policy a Google: bilancio di un anno

08 gennaio 2009 - ore 09:15

L'inizio dell'anno è sempre il momento giusto per fare un bilancio di quello che si è fatto. Gli ultimi 12 mesi sono stati veramente importanti per lo sviluppo della politiche pubbliche di Google Italia. Ci sono stati momenti esaltanti ed altri molto meno, ma queste sono state le tappe più significative nel nostro percorso finalizzato a far conoscere il ruolo di Internet e delle nuove tecnologie per il futuro del nostro Paese.

La prima parte dell'anno è stata dedicata al tema della privacy, con il convegno che abbiamo organizzato in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano, in cui Peter Fleischer ed il Segretario Generale dell'Autorità Garante per la Privacy si sono confrontati sul bisogno di regole globali per la privacy. L'incontro ha confermato il nostro impegno ad aumentare il livello di tutela delle informazioni personali degli utenti che utilizzano Google, come provato dal link all'informativa sulla privacy che abbiamo posto in homepage e dalla decisione di rendere anonimi gli indirizzi IP conservati sui nostri server dopo nove mesi.

La visita a Roma del nostro Vice President, David Drummond, è stata un'importante occasione per far conoscere la storia di una persona che ha vissuto il fenomeno Google sin dai suoi primi giorni e che ha seguito da vicino la campagna elettorale per la Presidenza degli Stati Uniti, vinta da Barack Obama grazie anche al grande coinvolgimento creato da un utilizzo intelligente di Internet.

In autunno abbiamo partecipato all'indagine conoscitiva lanciata dalla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati sulle reti di nuova generazione, dove il nostro Country Manager, Massimiliano Magrini, ha esposto la nostra richiesta di maggiore attenzione per la difesa della Net Neutrality e lo sviluppo dei sistemi di connettività wireless a basso costo e grande rendimento, come i white spaces e lo spectrum, in linea con la nostra posizione negli Stati Uniti espressa durante l'asta per le frequenze a 700 MHZ.

A dimostrazione di come la collaborazione fra il settore Pubblico e quello privato possano portare grandi risultati, proprio su questo blog in novembre il Sindaco di Roma ha presentato l'iniziativa di Google dedicata a far rivivere Roma Antica attraverso Google Earth.

Ma l'evento per me più importante è stata la partecipazione all'Internet Governance Forum di Hyderabad, dove ho avuto l'onore e l'onere di rappresentare Google e discutere del futuro della Rete, dei diritti e doveri di tutti i soggetti coinvolti.
Questo non è che il punto di partenza, nuove sfide ci aspettano, come far capire l'importante ruolo che possono giocare le nuove tecnologie per far uscire le nostre economie dalla crisi o cosa possono fare gli Internet service provider per la crescita della nostra società nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità.

Ma oggi è ancora il momento degli auguri, per un 2009 che sarà impegantivo per tutti ma speriamo anche pieno di soddisfazioni.

Vi presentiamo Picasa per Mac

07 gennaio 2009 - ore 12:02

Siamo lieti di annunciarvi il lancio di Picasa per Mac. Ebbene si, ora anche gli utenti Mac potranno utilizzare il nostro applicativo Picasa per la gestione delle proprie foto e l'integrazione con Picasa Web Album.

Come avveniva già per le analoghe versioni per Windows e per Linux, anche Picasa per Mac vi permetterà di gestire e organizzare le vostre foto ovunque voi siate. Potrete modificarle a vostro piacimento e condividerle con i vostri amici.

Nel realizzare Picasa per Mac, abbiamo cercato di integrarlo il più possibile con iPhoto. Picasa infatti usa un approccio in sola-lettura quando modifica le foto memorizzate nelle gallerie di iPhoto, duplicando i file quando necessario, così le vostre gallerie di iPhoto non verranno mai intaccate quando usate Picasa.

Ecco alcune delle nuove caratteristiche che potete trovare anche in Picasa per Mac (
in inglese):



Come noterete, Picasa per Mac viene rilasciato all'interno dei prodotti di Google Labs, in quanto è ancora in versione beta ed è per il momento disponibile solo in lingua inglese. Stiamo già lavorando su alcune funzionalità, come il geo-tagging e la stampa con fornitori di terze-parti non ancora attive, ma apprezzeremo ogni tipo di feedback che vorrete mandarci, o qui nel blog sottoforma di commento, o utilizzando il nostro Gruppo di Assistenza.

Cosa aspettate allora... correte a provarlo!

Nuovo calendario seminari AdWords

05 gennaio 2009 - ore 09:59

Quest'anno la Befana sembra aver anticipato i tempi per gli inserzionisti AdWords, portando in dono, in anticipo di un giorno, il nuovo calendario di seminari gratuiti AdWords per i mesi di Gennaio, Febbraio e Marzo 2009. I seminari AdWords, o webinars, sono dei momenti unici in cui degli esperti del settore parlano dal vivo a quanti vorranno partecipare comodamente dal proprio PC illustrando e approfondendo tematiche differenti.

I regali però non sono finiti qui, infatti ci sono due grosse novità per i seminari dei prossimi tre mesi. Seguendo i suggerimenti dei nostri clienti infatti abbiamo deciso di rendere alcuni seminari disponibili anche in registrazione, per consentirvi di seguirli o ri-seguirli nei momenti più appropriati per voi o di maggior bisogno.

Ultimo ma non meno importante, lanceremo dei seminari dedicati a specifici settori. Potrete quindi non solo partecipare attivamente con domande alle sessioni sul prodotto, ma anche a quegli incontri che riguardano il vostro business nello specifico.

Con l'augurio di un 2009 di successi vi invitiamo a iscrivervi fin da subito!