Arcade Fire incontra HTML5

30 agosto 2010 - ore 18:31

Negli ultimi mesi ci siamo chiesti più volte: come sarebbe un’esperienza musicale progettata appositamente per il web moderno?
I browser e le tecnologie web hanno fatto progressi così rap
idi negli ultimi anni che offrire agli utenti un’esperienza personalizzata in tempo reale è diventata una possibilità concreta.

E oggi, infatti, lanciamo, non senza un po’ di eccitazione, un’esperienza musicale realizzata appositamente per il browser. Chiamato “The Wilderness Downtown”, il progetto è stato creato dall’autore/regista Chris Milk con la band Arcade Fire e Google. Realizzare questo progetto sul web e per il browser ci ha permesso di costruire un’esperienza che non solo è personalizzabile, ma risulta anche profondamente personale per
ciascun utente. “The Wilderness Downtown” riporta indietro con la memoria attraverso le strade in cui si è cresciuti. Il progetto si basa sulla nuova canzone degli Arcade Fire “We Used to Wait”, inclusa nel loro nuovo album The Suburbs (una canzone che forse risulterà familiare ai 3.7 milioni di utenti che recentemente hanno seguito il concerto della band in live-streaming su YouTube).E’ stato realizzato con le più recenti tecnologie web e include HTML5, Google Maps e StreetView, uno strumento di disegno integrato e più finestre browser che si muovono sullo schermo.
“The Wilderness Downtown” è inspirato dai recenti sviluppi nei moderni browser ed è stato costruito pensando a Google Chrome. Per questo, l’esperienza viene goduta al meglio attraverso Chrome o da un browser di ultima generazione compatibile con HTML5. Il progetto, e maggiori informazioni, sono accessibili dal nostro sito Chrome Experiments all’indirizzo www.chromeexperiments.com/arcadefire.

Speriamo vi piaccia.

Scritto da: Aaron Koblin, Google Creative Lab

YouTube mobile da oggi cambia veste

24 agosto 2010 - ore 09:53

Da oggi YouTube cambia veste alla propria interfaccia mobile (m.youtube.com) e lo fa con una serie di innovazioni studiate appositamente per migliorare l’esperienza d’uso da dispositivi mobili. Tra le principali novità:
  • un sito mobile (m.youtube.com) interamente in HTML5 e accessibile da un numero maggiore di dispositivi
  • incremento rilevante della velocità di caricamento e della qualità di visualizzazione dei video
  • interfaccia utente ottimizzata per facilitarne l’uso in movimento
  • integrazione di funzionalità tipiche della versione desktop come suggerimenti per la ricerca, creazione di playlist, possibilità di segnalare il video come “preferito”, “mi piace” o “non mi piace”
  • funzionalità integrate per rendere YouTube ancora più sociale (Twitter, Facebook e Google Buzz)
In questo modo l'esperienza di YouTube da mobile sarà sempre più simile a quella da PC. Un esempio? guardate questo video:


Ora non vi resta che provare: m.youtube.com!

Scritto da: Alessio Cimmino, Corporate Communications & Public Affairs Manager

Google e la privacy. Tra mito e realtà

23 agosto 2010 - ore 19:27

Il tema della privacy online è oggi sempre più dibattuto. Per noi, che siamo un'azienda di ingegneri, privacy e tecnologia sono due aspetti che vanno di pari passo. Vorremmo cogliere l'occasione per fare un po' di chiarezza sull'argomento e distinguere tra mito e realtà.

Mito: Google sa chi sono e sa tutto di me

Realtà: Google ha l’obiettivo di creare servizi di valore, non di identificare i propri utenti. Le informazioni che raccogliamo hanno unicamente questo scopo. Ad esempio, nel momento in cui eseguite una ricerca senza avere effettuato login con un account Google, le informazioni che conserviamo nei nostri file di log (come l’indirizzo IP, browser e sistema operativo del vostro computer, ricerca compiuta, data e ora della ricerca, cookie id) non permettono di identificarvi personalmente ma servono per capire se i risultati forniti sono stati utili.
Per tutelare ulteriormente la privacy, cancelliamo una parte degli indirizzi IP dopo 9 mesi e anonimizziamo i cookies dopo 18 mesi. Solo chi ha un account Google é associato ad un nome,
ma é il nome che l’utente ha deciso di attribuirgli.
Ogni utente registrato ai servizi di Google può accedere a tutte le informazioni collegate al proprio account attraverso Google Dashboard (google.com/dashboard), una soluzione tecnologica che è anche la prova concreta della trasparenza verso tutti i nostri utenti.

Mito: Google ci scheda per fini pubblicitari

Realtà: Il modello di business di Google è basato sulla pubblicità, che ci permette di offrire molti dei nostri servizi gratuitamente. Anche in questo caso abbiamo un obiettivo chiaro: dare accesso ad informazioni sempre più rilevanti e utili ed esserne ripagati con un clic. Dal 2009 abbiamo introdotto anche un nuovo servizio: la pubblicità basata sugli interessi. Quest’ultima non effettua alcuna profilazione degli utenti ma si occupa di mostrare pubblicità basate sugli interessi di navigazione espressi tramite browser (che non identifica personalmente alcun individuo, anche perché lo stesso browser può essere usato da più persone e la stessa persona può usare più browser).
La pubblicità basata sugli interessi non può creare degli identikit perché non è associata ad un nome e neppure alle ricerche effettuate dagli utenti sul nostro motore.
Non consente di mostrare annunci pubblicitari associati a categorie di natura sensibile, come preferenze politiche, religiose, sessuali o informazioni di natura sanitaria. Le categorie sono determinate solo dalla navigazione su alcuni siti, quelli che mostrano le nostre pubblicità attraverso il programma AdSense.
Prima di lanciare questo servizio abbiamo voluto progettare delle soluzioni tecnologiche che garantissero la trasparenza e la libertà di scelta dei nostri utenti.
La risposta è data oggi dal pannello di controllo che permette di gestire le preferenze degli annunci associati al proprio browser (google.com/ads/preferences), aggiungere o rimuovere categorie ed effettuare, se lo si desidera, opt-out definitivo dal servizio. Questo pannello è raggiungibile anche mediante il link al nostro Centro Privacy posto sulla home page del motore.

Mito: E’ difficile tornare in possesso delle informazioni date a Google

Realtà: Il valore competitivo per aziende come la nostra é dato dalla fiducia degli utenti, che per Google non significa incatenarli ai propri servizi ma lasciarli in controllo dei propri dati.
Iniziative come Data Liberation Front (www.dataliberation.org) sostengono il diritto degli utenti di controllare le informazioni conservate nei diversi prodotti e servizi Google. Questo consente, ad esempio, di chiudere un account Gmail e trasferire i propri contatti su un altro provider di posta elettronica. Crediamo che la concorrenza stimoli l'innovazione e vogliamo che chi sceglie i nostri servizi lo faccia perché rispondono a dei bisogni.

Mito: Google vende i dati dei propri utenti alle aziende e li comunica ai governi

Realtà. Non cederemo mai a nessuna azienda le informazioni personali che possono identificare i nostri utenti, senza il loro consenso esplicito. Sulla home page del nostro motore è disponibile un link privacy attraverso il quale si può accedere a tutte le informazioni relative alla tutela dei dati personali e leggere che Google collabora con le istituzioni nella repressione del crimine informatico, rispondendo alle richieste di informazioni che sono formulate nel rispetto della legge.
Anche in questo caso la nostra è stata una scelta di trasparenza che si è concretizzata in un sito (google.com/governmentrequest) attraverso il quale é possibile avere informazione relativi alle richieste fomulate a Google dai Governi di tutto il mondo.

Siamo consapevoli dell’importanza assunta oggi dal tema della privacy nel mondo online ed é per questo che manteniamo un dialogo aperto con tutti voi e con le autorità preposte a tutelare questo diritto. Riteniamo che dialogo e tecnologia siano le risposte per proteggere la privacy online e permettere di avere pieno controllo sulle informazioni personali quando utilizzate i nostri servizi.

Il Forum di Assistenza webmaster... con qualcosa in più!

19 agosto 2010 - ore 10:44

Le Guide Google del Forum di Assistenza Webmaster sono già tornate dalle vacanze! E hanno portato una novità. Il Forum di Assistenza ai Webmaster é ora ampliato da un Sito di Assistenza, dove troverete una raccolta dei nostri ultimi interventi sul Blog di Google Italy, una selezione di discussioni interessanti del Forum di Assistenza, e alcuni approfondimenti tecnici su temi utili per i webmaster.

Il primo approfondimento tecnico é dedicato ad una serie di 4 articoli sulla rimozione di URL.
Ogni intervento tratterà specifici casi di rimozione, coprendo alla fine tutti gli scenari.

Vi invitiamo quindi a leggere il primo articolo e a postare i vostri commenti direttamente sul Forum: Rimozione degli URL, parte I: URL e directory

Buona lettura! E buon agosto!

Il traffico sulle mappe di Google

11 agosto 2010 - ore 12:36


Oggi c'è una novità per tutti gli automobilisti che si apprestano a lasciare le città o a farvi rientro: Google Traffico!

E'una nuova funzionalità di Google Maps e Maps per mobile, che consente di controllare la viabilità sulle principali autostrade e vie di comunicazione italiane...in pratica uno strumento in più per organizzare delle partenze intelligenti ed evitare di rimanere imbottigliati.

Come funziona? Basta accedere a Google Maps, fare clic sull’icona “traffico” all’interno del quadrante delle mappe. In base al traffico e alla disponibilità di dati, i tratti stradali possono apparire evidenziati in uno dei quattro colori di segnalazione, così come indicato nell’apposita legenda:



  • verde: viabilità scorrevole, con velocità di crociera di almeno 80 km/h
  • giallo: viabilità media, con velocità di crociera tra 40km/h e 80 km/h
  • rosso: viabilità lenta, con velocità di crociera di circa 40 km/h
  • rosso e nero: viabilità molto lenta, con code a tratti

Può succedere che non si veda alcuna area colorata, in tal caso significa che non abbiamo ricevuto sufficienti dati. Questi ci vengono forniti da terze parti che monitorano la viabilità italiana e dal sistema di crowdsouce che impiega "My location" su Google Maps per mobile come spiegato qui.

Per tutti gli amanti dei telefoni cellulari, Traffico è integrato in Google Maps per mobile e, di conseguenza, nel sistema di navigazione satellitare che abbiamo lanciato di recente. In questo modo potete pianificare e modificare l'itinerario direttamente dal telefono cellulare, tenendo conto della viabilità.

A questo punto: buona partenza a tutti.

Scritto da: Alessio Cimmino, Corporate Communications & Public Affairs Manager

Una proposta congiunta per una rete aperta

10 agosto 2010 - ore 12:03

Riportiamo di seguito la traduzione del blog post "A joint policy proposal for an open Internet" pubblicato ieri sul nostro blog europeo di Public Policy.

In Google siamo convinti che sia il potere della natura dinamica ed aperta della rete a guidare l’innovazione, gli investimenti e la crescita economica.
Conservare questa apertura richiede il nostro coinvolgimento nel dibattito proattivo con gli altri attori dell’ecosistema e con le Autorità, per assicurare che le regole di funzionamento di Internet offrano agli utenti la miglior esperienza online possibile.

Ieri abbiamo annunciato una serie di proposte comuni con Verizon, operatore di telecomunicazioni, per raggiungere questo obiettivo negli Stati Uniti.
Queste proposte mettono in luce il nostro impegno per difendere la natura aperta della rete e permettere la continuazione degli investimenti nelle infrastrutture a banda larga. Queste indicazioni sono specifiche per lo sviluppo di Internet negli Stati Uniti, ma restiamo impegnati a proseguire il dialogo su questi temi anche in Europa

DJ Collins, Director, Communications and Public Affairs, EMEA

I creatori di Internet hanno fatto bene le cose importanti. Creando una rete aperta, hanno consentito il più grande scambio di idee della storia. Rendendo Internet un network di scala, hanno fatto in modo che l’infrastruttura avesse un’innovazione esplosiva.

E’ necessario trovare il modo per garantire che Internet resti aperta nel futuro e per promuovere il rapido sviluppo della banda larga. Verizon e Google sono felici di presentare l’accordo sui principi che entrambe le società hanno sviluppato nel corso dello scorso anno in merito alla complessa questione della “net neutrality”.

Lo scorso ottobre, le due società hanno pubblicato una dichiarazione di principi condivisi sul tema della net neutrality. Qualche mese dopo abbiamo sottoposto all’Autorità statunitense per le comunicazioni (FCC) un documento congiunto, e i nostri Amministratori Delegati hanno confermato in un comunicato congiunto il loro comune interesse affinchè Internet resti un network aperto. Da quel momento, abbiamo ascoltato tutte le parti coinvolte nel dibattito, ci siamo confrontati in buona fede tra di noi e con le istituzioni competenti al fine di creare un quadro di regole equilibrato. Gli obiettivi che ci hanno guidato sono stati in particolare due:

1. Gli utenti devono essere liberi di scegliere quali contenuti, applicazioni o dispositivi usare, dal momento che l’apertura è stata decisiva per l’innovazione esplosiva che ha reso Internet un mezzo rivoluzionario.

2. Gli Stati Uniti devono continuare ad incoraggiare sia gli investimenti che l’innovazione a supporto dell’infrastruttura di banda larga; ciò è imperativo per garantire la competitività a livello globale.

Oggi i nostri Amministratori Delegati annunceranno una proposta che speriamo possa contribuire in modo costruttivo al dialogo su questi temi. La nostra proposta congiunta prende la forma di un quardo legislativo da sottoporre all’attenzione del legislatore. I sette punti chiave di questa proposta sono descritti di seguito:

Primo, entrambe le società sono state a lungo fautrici degli attuali principi della FCC sull’apertura della rete fissa a banda larga, che garantiscono agli utenti l’accesso a tutti i contenuti leciti disponibili su Internet, permettendo loro di utilizzare le applicazioni, i servizi e i dispositivi di loro scelta. La possibilità di far rispettare questi principi è stata messa gravemente in discussione dalla recente sentenza Comcast. La nostra proposta permetterebbe alla FCC di imporre l’applicazione di questi principi.

Secondo, concordiamo sul fatto che tali principi dovrebbero essere corredati da regole contro le pratiche discriminatorie. Ciò significherebbe che, per la prima volta, i fornitori di servizi a banda larga fissa non potrebbero discriminare o dare precedenza a determinati contenuti, applicazioni o servizi online a danno dell’utenza o della concorrenza.
Importa sottolineare che questo nuovo principio di non discriminazione include una presunzione di illegalità della prioritizzazione del traffico online - inclusa la prioritizzazione a pagamento. Quindi, oltre a non bloccare o devalorizzare contenuti e applicazioni online, i fornitori di servizi a banda larga fissa non potrebbero favorire uno specifico traffico online rispetto ad un altro.

Terzo, è importante che l’utente sia chiaramente informato sulla propria esperienza online. La nostra proposta creerebbe norme facilmente azionabili in materia di trasparenza, sia per i servizi su linea fissa che wireless. I fornitori di servizi a banda larga sarebbero tenuti a fornire agli utenti informazioni chiare e comprensibili sui servizi offerti e sulle loro caratteristiche. I fornitori di servizi a banda larga dovrebbero garantire inoltre ai fornitori di applicazioni e contenuti informazioni sulle modalità di gestione della rete e ogni altra informazione che permetta loro di raggiungere gli utenti.

Quarto, la nostra proposta chiarirebbe il ruolo ed i poteri della FCC nel settore della banda larga, ponendo fine alla confusione causata dalla sentenza Comcast a riguardo. Oltre a creare degli standard di non discriminazione e protezione degli utenti, da questi ultimi azionabili, ulteriori rispetto agli strumenti attualmente a disposizone della FCC per la salvaguardia degli utenti, la proposta fornirebbe anche alla FCC un nuovo meccanismo per il rispetto di tali principi. In particolare, la FCC avrebbe il potere di attuare tali principi di apertura in una logica caso-per-caso attraverso un procedimento azionabile a richiesta di parte. La FCC potrebbe agire rapidamente per porre termine a comportamenti in violazione dei suddetti principi e avrebbe il potere di imporre delle multe fino a un massimo di 2 milioni di dollari per coloro i quali non si attenessero alle sue decisioni.

Quinto, noi vorremmo che l’infrastruttura a banda larga fosse una piattaforma a servizio dell’innovazione. Pertanto, la nostra proposta permetterebbe ai fornitori di servizi a banda larga di offrire servizi online addizionali e differenziati, in aggiunta ai servizi, attualmente offerti, di accesso Internet e ai servizi video (come il servizio FIOS TV di Verizon).
Ciò permetterebbe ai fornitori di servizi a banda larga di lavorare con altri operatori allo sviluppo di nuovi servizi. E’ prematuro prevedere come tali servizi si svilupperanno ma si potrebbero immaginare alcuni esempi nel campo del monitoraggio sanitario, della rete elettrica, di servizi avanzati legati all’istruzione, o di nuovi prodotti di intrattenimento e gioco online. La nostra proposta include anche degli strumenti per far in modo che tali servizi online siano ben distinguibili dai servizi tradizionali di accesso ad Internet a banda larga e non siano pensati per contravvenire alle regole. La FCC sarebbe incaricata anche del monitoraggio dell’evoluzione di questi servizi, con l’obiettivo di assicurare che essi non interferiscano con lo sviluppo continuo dei servizi di accesso a Internet.

Sesto, riconosciamo entrambi che la banda larga wireless è cosa differente dal mondo tradizionale di Internet fisso, in parte poichè il mercato mobile è più competitivo e muta rapidamente. Riconoscendo che il mercato wireless a banda larga è in una fase ancora iniziale di sviluppo, i principi contenuti nella nostra proposta, eccezione fatta per il principio di trasparenza, non si applicano al mercato a banda larga wireless. Inoltre, l’Accountability Office del Governo dovrebbe riportare annualmente al Congresso circa lo sviluppo del mercato wireless a banda larga e indicare se, a suo parere, i principi applicabili a tale settore siano adatti e sufficienti ad assicurare la tutela dei consumatori.

Settimo e ultimo, crediamo fermamente che sia nell’interesse di tutti gli americani avere accesso a Internet a banda larga. Per questo motivo, siamo favorevoli alla riforma del Fondo Federale di Servizio Universale, affinchè si focalizzi sullo sviluppo della banda larga in aree in cui essa non è ancora disponibile.

Riteniamo che questo quadro di principi fornisca maggior potere ai consumatori e affidi un ruolo per la FCC adatto al nuovo ecosistema della banda larga, al tempo stesso permettendo ai fornitori di servizi a banda larga di gestire in maniera flessibile le proprie reti e fornire nuovi servizi online.

Infine, pensiamo che questa proposta fornisca quella certezza necessaria alle start up per sviluppare nuove idee per gli utenti Internet, ed ai fornitori di banda larga per investire nelle loro reti.

Non è stato facile giungere a questo accordo, in quanto il cammino è stato ricco di ostacoli. Ma ciò che ci ha portato a non desistere è il nostro mutuo interesse a che Internet resti in buona salute e non interrompa la sua crescita, continuando a essere laboratorio di innovazione. Mentre le istituzioni competenti continuano a definire le regole del cammino, ci auguriamo che altre parti coinvolte nel dibattito si uniscano a noi nel fornire idee costruttive per una politica di rete aperta che fornisca potere ai consumatori e sostenga gli Stati Uniti nel loro ruolo di leadership nel mondo broadband. Noi siamo pronti a lavorare con il Congresso, con la FCC e con tutti i soggetti interessati, al fine di raggiungere questi obiettivi.

Aggiornamento 13 agosto 2010: vi consigliamo la lettura di questo post, pubblicato sul Google European Public Policy Blog in merito ai falsi miti che circolano nei riguardi di questo annuncio e la nostra reale posizione.

Scritto da:
Alan Davidson, Direttore public policy di Google e Tom Tauke, Vice Presidente public affairs, policy e comunicazioni di Verizon

Che impatto ha l'ubicazione del server sul posizionamento nei risultati di Google?

09 agosto 2010 - ore 11:08

Bentornati all'appuntamento video con Matt Cutts!

Questa volta il guru della ricerca di Google approfondisce i diversi aspetti legati alle considerazioni geografiche che il nostro motore di ricerca compie in merito all'ubicazione del server e ai Top Level Domain. Come sempre oltre che sul blog, trovate i video anche sul canale YouTube, Google Webmaster Central Channel.

Se vi siete persi gli appuntamenti precedenti, potete facilmente ritrovarli da qui:

1. Cos'è più importante, il contenuto o i link?
2. Che impatto ha l'età di un sito sul suo posizionamento?
3. Un'eccessiva ottimizzazione é negativa per un sito?

Se i sottotitoli in Italiano non dovessere avviarsi automaticamente con il video, fate clic in basso a destra sul triangolino posizionato al fondo della barra, attivate i sottotitoli e scegliete "Italian" per visualizzarli. Se invece visualizzate il video direttamente su YouTube, dopo averlo avviato, fate clic in basso a destra sull'icona rossa "CC" (accanto alla regolazione del volume) e scegliete "Italian" per visualizzare i sottotitoli.

Come sempre aspettiamo il vostro feedback e i vostri suggerimenti tra i commenti del blog e sul Forum di assistenza per i webmaster, quindi scrivete e restate sintonizzati :)



Street View: si riparte!

05 agosto 2010 - ore 14:29

Le macchine di Street View sono tornate in Italia. Restano ancora molte zone da coprire, aree da esplorare e "luoghi speciali" dove potersi avventurare virtualmente, comodamente dal vostro PC. Per tutti gli amanti di Street View una cosa è certa: non mancheranno novità interessanti, anche se è ancora troppo presto per parlarne. Non vogliamo rovinarvi la sorpresa.

Tuttavia, un'importante novità del servizio è già attiva: potete tenervi aggiornati sulle mete che devono percorre le macchine. Per farlo è sufficiente recarvi sul sito: google.it/streetview, fare clic nella sezione "dove è disponibile Street View" e selezionare il nostro Paese tra le zone evidenziate sulla mappa o nell'apposito menù a scorrimento.
Abbiamo ritenuto questa integrazione utile per potervi fornire ancora più informazioni sul servizio e mantenere un rapporto di trasparenza, come sempre, verso tutti voi.

Come forse saprete, lo scorso maggio abbiamo annunciato di avere erroneamente registrato dei dati WiFi con le nostre auto Street View. Appena scoperto l'errore abbiamo smesso di registrate questi dati, fermato le macchine e lavoro sull'equipaggiamento tecnologico delle vetture per risolvere l'inconveniente. Ora siamo pronti a ripartire e intendiamo farlo con lo stesso spirito che da sempre ha accolto Street View: un servizio utile e divertente per conoscere meglio i luoghi che più ci interessano. Da Stonehenge al sito archeologico di Pompei, si riparte per nuovi viaggi virtuali.