21 novembre 2007 - ore 11.20
Ringraziamo tutti coloro che ci hanno scritto riguardo l'Android Developer Challenge, fornendo contributi, opinioni e commenti. Devo dire che ci ha fatto molto piacere verificare la passione, l'attenzione e il senso partecipativo della community degli sviluppatori italiani.
In fase di preparazione dell'iniziativa, il nostro team legale ha richiesto, confrontato e verificato molti pareri inerenti l'apertura del contest agli sviluppatori residenti in Italia, fatto del quale saremmo non solo contenti, ma anche orgogliosi.
Le regole sulle manifestazioni a premio prevedono una serie di obblighi burocratici di notevole impatto per le aziende ed in particolare per le imprese che non hanno sede in Italia. Inoltre il regime delle esclusioni si presta ad interpretazioni non univoche.
Siamo in contatto comunque con tutte le istituzioni interessate, dato che è nostra intenzione essere totalmente in linea con i requisiti previsti dalla legge italiana e permettere agli sviluppatori residenti in Italia di partecipare alla seconda fase.


5 commenti:
Secondo me si poteva da subito fare un concorso solo in 1 paese europeo, aperto a tutti i cittadini comunitari.
A quel punto la normativa rilevante sarebbe stata solo quella del Paese scelto.
Per quanto riguarda la partecipazione dei privati, considerato che un cittadino Italiano può beneficiare delle libertà economiche garantite dalla partecipazione dell'Italia all'Unione Europea, direi che tra queste rientra a pieno titolo la partecipazione ad un concorso indetto in un altro Stato membro (ie:Irlanda).
Premesso che non conosco nel dettaglio i requisiti della normativa Italiana che disciplina i concorsi a premio, non penso che tale normativa potrebbe ostacolare la partecipazione di cittadini Italiani a concorsi indetti legittimamente in altri paesi. E se lo facesse, sarebbe sicuramente incompatibile con il diritto comunitario, e come tale andrebbe disapplicata dal giudice interno.
Non solo, sarebbero addirittura ipotizzabili profili di responsabilità risarcitoria dello Stato per violazione del diritto comunitario.
Questa soluzione mi sembra quindi percorribile. Ovviamente dovrebbe essere una scelta di google.
In ogni caso, se fossi in google italia, o anche in uno dei bravi programmatori Italiani che si vede escluso, io il pensierino ad un bel complaint da mandare alla Commissione europea ce lo farei di sicuro.
In bocca al lupo a tutti.
alla seconda fase ? il solito compromesso..
Perche' "interpretazioni non univoche"?
Non ho mai letto un articolo di legge piu' chiaro:
Art. 6 dpr 430/2001
(Esclusioni)
1. Non si considerano concorsi e operazioni a premio:
a) i concorsi indetti per la produzione di opere letterarie, artistiche o scientifiche, nonché per la presentazione di progetti o studi in ambito commerciale o industriale, nei quali il conferimento del premio all'autore dell'opera prescelta ha carattere di corrispettivo di prestazione d'opera o rappresenta il riconoscimento del merito personale o un titolo d'incoraggiamento nell'interesse della collettività; [...]
Se l' android challenge non ricade in questo comma, cos' altro?
Capisco la vostra prudenza, ma penso non ci vorra' molto ad essere rassicurati, sia dai vostri legali che dalle istituzioni della Repubblica.
Cordialita'
Tommaso Russo, Trieste
Ciao a tutti, io pensavo di bypassare il problema facendomi rappresentare da un'impresa di software con sede a Belo Horizonte (Brasile) di cui conosco le ottime capacità tecniche e serietà.
Idea e modello italiani, ma con il codice brasiliano!
Molto meglio che aspettare se i tipici cavilli burocratici made in italy saranno risolti o meno, soprattutto per me che sono parecchio ignorante in materia legale...
in ogni caso secondo il mio personalissimo parere, il punto non è tanto partecipare o meno all'android developer challenge: se veramente (e non ci sarebbe da meravigliarsi) android diverrà un SO molto diffuso, chi sarà in grado di produrre applicazioni e servizi validi e che rispondano ai desideri e alle esigenze dei futuri consumatori avrà un bell'affare fra le mani.
e di certo non gli mancheranno i clienti!
Francesco da Bologna
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