Cos'è più importante, il contenuto o i link?

25 marzo 2010 - ore 19:18

Ciao a tutti, come annunciato tempo fa, dopo le mini guide "Lo sapevate che..." abbiamo deciso di lavorare ad una nuova interessante iniziativa per i Webmaster, per offrire nuove possibilità di approfondimento e apprendimento su tutto ciò che riguarda il mondo dell'indicizzazione, delle sitemap, dei link e via dicendo.

Questa volta ci siamo affidati ad un esperto del settore come Matt Cutts, che molti di voi già conosceranno e ai suoi video domanda/risposta che cercano di dare informazioni utili e aggiornate agli utenti su un'ampia serie di argomenti. Abbiamo iniziato col sottotitolare in Italiano dieci video, che usciranno con cadenza bisettimanale in versione "embedded" sul blog e su You Tube attraverso il canale Google Webmaster Central Channel.

Il primo video parla della questione amletica "Cos'è più importante, il contenuto o i link?", e vi fornirà alcuni chiarimenti sul tema, nonché alcuni suggerimenti per creare un sito ben fatto e che abbia valore aggiunto per gli utenti. Tanto per darvi un assaggio dei prossimi video, il secondo avrà come argomento l'ottimizzazione esagerata di un sito web, che di fatto può sortire l'effetto contrario e trasformarsi in una caratteristica negativa.

Come sempre aspettiamo il vostro feedback e i vostri suggerimenti tra i commenti del blog e sul Forum di assistenza per i webmaster, quindi scrivete e restate sintonizzati :)



La decisione della Corte di Giustizia Europea a favore di Google

23 marzo 2010 - ore 14:35

La missione di Google è di fornire ai nostri utenti tutte le informazioni disponibili affinché possano fare scelte informate. Per questa ragione, eravamo in attesa di ricevere una serie di decisioni da parte della Corte Europea di Giustizia che ci indicassero fino a quale punto il diritto di marchio può essere usato per limitare l’accesso alle informazioni disponibili agli utenti. La prima di queste decisioni è stata resa pubblica oggi.

La domanda posta all’attenzione della Corte era se un inserzionista avesse la possibilità di scegliere le parole chiave liberamente nel momento in cui intendesse raggiungere i propri utenti su Internet. In altre parole, se gli inserzionisti potessero mostrare un loro messaggio promozionale quando il marchio di un’altra società era tra le parole usate come termine di ricerca.

I marchi sono parte della nostra vita quotidiana e della nostra cultura, ci aiutano ad identificare i prodotti e i servizi che stiamo cercando. Sono anche un elemento indispensabile per le aziende per vendere e pubblicizzare i loro prodotti o servizi. Ma i diritti legati al marchio non sono assoluti.

Noi crediamo che il modo migliore per tutelare l’interesse degli utenti sia permettere l’accesso alla più ampia scelta di parole chiave possibile, così da fornire un messaggio pubblicitario pertinente e di contenuto informativo per un’ampia varietà di contesti. Ad esempio, se un utente cerca delle informazioni su un particolare modello di automobile, molto probabilmente vorrà trovare più di un sempice link al sito della casa che la produce. È probabile che voglia trovare anche informazioni sui vari concessionari che vendono quella macchina, eventuali offerte dell’usato, recensioni o informazioni su altre auto della stessa categoria.

Inoltre, contrariamente a quanto affermato da alcuni, questo caso non riguarda la nostra volontà di rivendicare il diritto di ospitare messaggi pubblicitari di beni contraffatti. Google ha regole molto severe che vietano la pubblicità di falsi, poiché questa pratica si traduce in una cattiva esperienza per gli utenti. Infatti collaboriamo attivamente con i titolari di diritti di proprietà intellettuale per identificare e perseguire i contraffattori.

Alcune aziende vogliono limitare la scelta degli utenti attraverso un’estensione della legge di tutela dei marchi, che finisca per comprendere anche l’uso delle parole chiave nella pubblicità online. Costoro vogliono essere in grado di esercitare un maggiore controllo sulle informazioni disponibili per gli utenti, al fine di impedire ad altre società di fare fare pubblicità quando un utente inserisce il loro marchio in un motore di ricerca. In altre parole, la loro volontà è controllare e restringere la quantità di informazioni che gli utenti possono visualizzare in risposta alle loro ricerche.

Oggi, la Corte Europea di Giustizia ha confermato che Google non ha violato il diritto dei marchi nel consentire agli inserzionisti l'acquisto di parole chiave corrispondenti ai marchi di impresa dei loro concorrenti. È stato anche confermato che la legge europea che protegge gli hosting service provider si applica anche al programma pubblicitario Google AdWords. È importante che sia stato ribadito questo principio fondamentale alla base del libero flusso di informazioni attraverso la Rete.

Il principio che ci guida è sempre stato che la pubblicità debba avvantaggiare gli utenti, il nostro obiettivo è di assicurare informazioni commerciali che siano pertinenti e utili. Studieremo con attenzione la decisione per continuare a mostrare messaggi pubblicitari che permettano agli utenti di effettuare scelte informate.


Internet e libertà

12 marzo 2010 - ore 18:48

Dopo una fila di oltre mezz'ora, sono tra i fortunati che hanno potuto assistere in diretta al convegno "Internet è Libertà - perché dobbiamo difendere la rete" organizzato a Montecitorio da Capitale Digitale intorno alla lectio magistralis del Prof. Lawrence Lessig. Un evento particolarmente interessante e positivo già dal suo inizio, con l'intervento del Presidente della Camera Fini a supporto della candidatura di Internet al Premio Nobel per la Pace, un'iniziativa che Google ha da sempre sostenuto. Secondo l'On. Fini l'accesso ad Internet "deve essere considerato un vero e proprio diritto fondamentale dell'uomo" e "la cultura digitale ha creato le fondamenta per una nuova civiltà": una civiltà che, lo dimostra il Prof. Lessig, non riceve solo passivamente le informazioni come nel caso dei media tradizionali, ma può anche produrle autonomamente, scambiarle, utilizzarle, rielaborarle. L'ispirazione del singolo porta a diverse interpretazioni, l'informazione a diverse opinioni: è proprio questo che fa di Internet un tale strumento di libertà e democrazia.

Secondo il Prof. Lessig Internet non può ne deve essere assimilata ad un mezzo di comunicazione tradizionale, in particolare - e soprattutto - nella sua regolamentazione, che deve essere affrontata "con umiltà". Come nel mondo offline, anche su Internet vengono perpetrate attività illecite o criminali, che dobbiamo combattere con tutte le nostre forze. Compito delicato del Legislatore è quello di sapere incoraggiare gli aspetti positivi prevenendo e quelli negativi. Tuttavia "é saggio non imbarcarsi in una guerra senza speranza": Internet per legge di natura non può essere sconfitta.

Rinascimento digitale: la partnership con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali

11 marzo 2010 - ore 16:53

Il Rinascimento, un periodo di grande fermento della vita culturale, politica e scientifica europea, ha avuto inizio a Firenze, all'incirca nel 1500. Quella che ci vede coinvolti oggi é una rinascita di diverso tipo, una rinascita digitale. Sin dal lancio di Google Libri, abbiamo lavorato con biblioteche ed editori in tutto il mondo per rendere accessibili a quante più persone il maggior numero di libri, patrimonio culturale mondiale. Qualunque studente dovrebbe essere in grado di accedere alle opere di Petrarca, Dante, Vico (o, se lo preferisce, di Machiavelli); e se per autori tanto famosi già oggi è per lo più possibile farlo, che dire invece delle opere di Guglielmo il Giuggiola o Coluccio Salutati? Vorremmo che tutte le grandi opere della letteratura italiana fossero accessibili al grande pubblico.

Per questo abbiamo annunciato un accordo con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali che ci permetterà di dare maggiore concretezza a questa ambiziosa visione. In collaborazione con le Biblioteche Nazionali di Firenze e Roma, digitalizzeremo fino a 1 milione di libri di pubblico dominio (ossia non più coperti da diritto d'autore). Saranno le biblioteche a scegliere quali opere delle loro collezioni far digitalizzare e tra queste potremo annoverare rari libri storici, opere scientifiche, testi della letteratura ottocentesca che hanno contribuito a creare il clima culturale che ha portato all'unità d'Italia, così come le opere dei più famosi poeti e scrittori italiani. Non è solo la prima volta che collaboriamo con le biblioteche italiane, ma è anche la prima volta che lavoriamo direttamente con un Ministero della Cultura.

In Europa e nel resto del mondo siamo già testimoni di una vera e propria rinascita digitale, che vede un numero crescente di organizzazioni impegnate in ambiziosi progetti di digitalizzazione dei libri. Non siamo gli unici a riconoscere la necessità di portare in formato digitale il patrimonio librario mondiale. La digitalizzazione dei libri richiede un enorme impegno e la collaborazione di svariati interlocutori del settore pubblico e di quello privato. Per questa ragione, supportiamo diversi altri progetti, quale per esempio il progetto della Commissione Europea: Europeana. Desideriamo che questi libri siano accessibili nel modo più ampio possibile - e i libri che digitalizzeremo come parte di questo progetto saranno disponibili per essere inclusi in Europeana, di cui la Biblioteca Nazionale di Firenze è un membro, così come di altre biblioteche digitali. Maggiori saranno i tesori storici e culturali che saremo in grado di portare online, tanto più saremo in grado di trasmettere il nostro patrimonio culturale.

Crediamo che l'annuncio di questo accordo sia un importante passo in questa direzione e speriamo di poter lavorare con molte altre biblioteche e molti altri partner. L'idea è che in futuro la gente sia in grado di cercare libri di tutto il mondo e di accedervi dovunque e in qualsiasi momento. Dopo tutto, Antonio Beccadelli e Anastasius Germonius — così come Shakespeare e Cervantes — sono un patrimonio culturale dell'umanità.

In scena su YouTube

10 marzo 2010 - ore 17:15

Si chiama That's Opera Talent ed è il nuovo progetto tutto italiano legato a YouTube.
Dopo il successo di YouTube Symphony Orchesta, che ci ha resi orgogliosi nel vedere ben due italiani suonare nel suggestivo contesto della Carnegie Hall di New York, era tempo di mettere nuovamente alla prova le doti artistiche dei nostri connazionali.

Nasce dalla collaborazione con Ricordi e Fondazione Festival Pucciniano il primo casting online di opera lirica: That's Opera Talent.
Parlando di Opera poi, quale migliore trampolino di lancio del grande successo di Giacomo Puccini, Madama Butterfly, per mettersi alla prova.

Cerchiamo 10 talenti della musica classica: 1 soprano, 1 tenore, 4 violini, 2 viole, 1 violoncello e 1 contrabbasso da inserire nella compagnia che si esibirà nella Madama Butterfly, in scena al Festival Pucciniano di Torre del Lago quest'estate.


A partire da ora YouTube sarà il vostro palcoscenico; per candidarvi non dovrete far altro che seguire le indicazioni riportate sul
regolamento del concorso e inviarci il vostro video provino all'indirizzo: www.youtube.com/thatsoperatalent. Una Direzione Artistica, tenendo conto del giudizio espresso dalla community, voterà i finalisti e, successivamente, i 10 vincitori.
Amanti dell'Opera e della musica classica: è il vostro momento! Per partecipare avete tempo fino all'8 maggio. Che vinca il migliore.



Google, la trasparenza e la nostra formula non così segreta

08 marzo 2010 - ore 20:30

Di recente la Commissione Europea ha aperto un’inchiesta preliminare nei confronti di Google per violazione delle norme antitrust. Parte dell’accusa sostiene che Google non operi in modo abbastanza trasparente riguardo al come e al perché i siti web si posizionino nei nostri risultati di ricerca. Il concetto che Google non sia trasparente è duro da digerire, per me. Lo standard che utilizziamo per comunicare è infatti stato stabilito da Google insieme agli editori stessi di siti web. Lasciate che vi parli di alcuni degli esempi che utilizziamo per spiegare ai siti come vengono valutati e perché.

Uno dei punti più discussi in assoluto a livello mondiale, relativi al punteggio attribuito da Google ai siti, è sempre stato il PageRank. Tale “ingrediente segreto” non è poi tanto segreto, in fondo.Eccolo qui. Questo primo documento non solo fornisce la formula del PageRank, ma riporta molti degli altri fattori conteggiati nel posizionamento su Google, inclusi l’anchor text, la posizione delle parole all’interno del testo, la relativa vicinanza delle parole di una query all’interno di un documento, la dimensione ed il tipo di caratteri utilizzati, l’HTML grezzo di ogni pagina, e i caratteri in maiuscolo. Nel corso degli anni Google ha continuato a pubblicare letteralmente centinaia di articoli scientifici. Tali articoli rivelano molte delle “formule segrete” sul funzionamento di Google e documentano l’infrastruttura di baseche Google utilizza. Alcuni di questi articoli sono stati una vera e propria fonte d’ispirazione per molti, non solo nell'ambito dei progetti open source, ma anche in diverse aziende.

Gli articoli accademici rappresentano solo uno degli aspetti utilizzati da Google per coinvolgere ed educare, ma esistono molti altri modi. Nel 1999, ad esempio, Sergey Brin ha partecipato alla prima conferenza per i webmaster, la Search Engine Strategies. Nel 2001, inoltre, Google è diventato uno dei primi motori di ricerca a intervenire online sul forum di un sito,WebmasterWorld. Un membro di Google con lo pseudonimo “GoogleGuy” ha postato più di 2800 volte, e un altro conosciuto come “AdWordsAdvisor” ha postato quasi 5000 volte.

Gli sforzi di trasparenza e comunicazione di Google si sono evoluti insieme all web. Abbiamo cominciato a scrivere blog post nel maggio 2004 e ne abbiamo scritti migliaia sul nostro blog ufficiale. Oggi Google ha più di 70 blog ufficiali, tra cui il blog ufficiale per i webmaster, creato specificamente per aiutare i proprietari dei siti a capire come Google funziona e a posizionarsi al meglio nei risultati di ricerca. Google pubblica più blog post della maggior parte delle altre grandi aziende. Forniamo anche una vasta documentazione pubblica sul nostro sito web, e numerosi consigli per gli editori di siti web,in dozzine di lingue diverse.

Come capo del webspam team di Google (che cerca di bloccare i tentativi di violazione delle nostre istruzioni per webmaster, pubbliche e chiaramente documentate), mi viene spesso chiesto come Google funzioni. Per questa ragione ho deciso di aprire nel 2005 il mio blog personale, sul quale ho scritto centinaia di post che parlano di Google. I temi variano dagli errori più frequenti dei seo ai consigli per i nuovi blogger. Inoltre, ho avuto il piacere di parlare direttamente con molti webmaster, di effettuare site clinic (analisi dei siti) pubbliche sui siti web e d’intervenire a più di 30 conferenze pubbliche sulla ricerca.

Abbiamo utilizzato ogni sorta di mezzo di comunicazione per aiutare i webmaster a comprendere come la ricerca su Google funzioni. Abbiamo organizzato diverse live chat per webmastercon centinaia di partecipanti. Abbiamo sperimentato twitter. Abbiamo partecipato a diversi podcast. Ed ecco un’altra delle mie iniziative preferite che abbiamo usato per comunicare con i webmaster: l’anno scorso, abbiamo raccolto molte domande e pubblicato le risposte sotto forma di video sul nostro canale per webmaster. E questi video sono stati visti più’di 1.5 milioni di volte(!). Siamo anche molto coinvolti nella blogosfera per cercare di rispondere alle tante domande su Google.

E la lista potrebbe andare avanti e avanti. Google ha stabilito con gli altri motori di ricerca dei metodi per rendere la vita dei proprietari di siti decisamente più semplice. Gli standard che ne sono derivati includono per esempio come specificare la URL preferita per un sito e la Sitemap. La Sitemap è infatti uno strumento semplice che permette ai webmaster di far pervenire ai motori di ricerca informazioni utili sulle loro pagine web. Google offre ai webmaster la possibilità di visitare il forum di assistenza, dove sia gli impiegati di Google che gli utenti esperti possono aiutarli a risolvere i problemi dei loro sito. Noi stessi abbiamo organizzato eventi live, le site clinic, nate per offrire suggerimenti sulla struttura dei siti da San Francisco all’India, dalla Russia alla Spagna. Abbiamo inoltre confermato quali segnali non vengono più utilizzati dall’algoritmo di Google in fase di posizionamento, ad esempio i meta tag keywords, e questo fa risparmiare tempo ai webmaster e aiuta a prevenire inutili scopiazzamenti e denunce.

La cosa frustrante è che se anche tutti i 20.000 dipendenti di Google lavorassero a tempo pieno per rispondere alle domande dei proprietari di siti non avremmo comunque l'occasione di parlare con ognuno. Perché no? Perché ci sono più di 192 milioni di domini registrati. Per questo motivo abbiamo introdotto gli Strumenti per i Webmaster, una soluzione che offre in maniera scalabile e automatica informazioni sui siti web e dà la possibilità ai webmaster di comunicarci informazioni utili sui loro siti. Descrivere quanto siano potenti questi Strumenti che offriamo gratuitamente a tutti richiederebbe un intero post, ma tra le funzionalità a disposizione troviamo ad esempio:
  • Il proprietario di un sito ottiene consigli utili su problemi come meta descriptions duplicati o title tag mancanti.
  • Nel caso in cui il proprietario di un sito ritenga di aver violato leLinee Guida per webmastere che Google abbia preso conseguenti azioni circa il sito e la sua presenza nel nostro indice, è possibile inviare unarichiesta di riconsiderazione.
  • Il proprietario di un sito che è stato hackato ha a disposizione i dettagli sul malware nelle sue pagine web. Dopo aver rimosso il problema, può visualizzare le pagine così come vengono visualizzate da Google e assicurarsi quindi che il malware sia stato completamente rimosso.
  • Il proprietario di un sito ha a disposizione una tabella che riporta gli errori che Google ha trovato durante la scansone del sito.
Un dipendente di Google recentemente ha scritto sul suo blog un post su come utilizzare questi strumenti gratuiti e pubblici per identificare un problema con il suo servizio di hosting causato da un suo utilizzo della banda oltre i limiti previsti. Allo stesso modo milioni di proprietari di siti hanno fruttuosamente utilizzato gli strumenti gratuiti di Google per webmaster per ottenere informazioni utili sui loro siti.


Qui a Google cerchiamo di essere il più aperti possibile, addirittura al punto da aiutare gli utenti ad esportare i loro dati al di fuori dei prodotti Google. Allo stesso tempo non pensiamo sia irragionevole avere dei segreti professionali come in qualsiasi azienda, non ultimo perché non vogliamo aiutare spammer e cracker a violare il nostro sistema. Se chi sta cercando di manipolare il posizionamento nella ricerca sapesse ogni singolo dettaglio su come posizioniamo i siti sarebbe più facile infestare di ‘spam’ i nostri risultati con pagine irrilevanti e frustranti per gli utenti - ad esempio pagine pornografiche o fatte per distribuire software dannoso (malware).

In ultima analisi criticare Google per la sua “formula segreta” è un’accusa facile da formulare, ma semplicemente non è vera. A Google abbiamo lavorato giorno dopo giorno per anni ad essere aperti, ad educare creatori di contenuti sul posizionamento dei siti, a rispondere alle domande sia dei webmaster che degli utenti. Quindi se è cosi che le persone scelgono di definire un “segreto”, allora il nostro dev’essere il segreto tenuto peggio in tutto il mondo della ricerca.