Come funziona davvero l'esclusione delle notizie da Google News?

27 agosto 2009 - ore 19:06

Traduciamo e ripubblichiamo qui un post che è appena stato pubblicato sul nostro European Public Policy Blog, nel quale si chiarisce come funziona il meccanismo di esclusione di una notizia da Google News. Un argomento che oggi ha riscosso una grande attenzione e su cui pensiamo sia importante fare chiarezza.

Ecco, in italiano, il testo del post di Josh Cohen:

"E' possibile che abbiate letto oggi sulla stampa italiana che l'Antitrust ci ha notificato un'indagine in relazione a Google News come conseguenza di una segnalazione della FIEG (Federazione Italiana Editori di Giornali). In questo momento stiamo rivedendo la notifica in dettaglio, ma nel frattempo abbiamo pensato che fosse utile fare chiarezza sul meccanismo con cui gli editori possono controllare i loro contenuti sul web.

Primo, l'obiettivo di Google News è sempre stato quello di mettere a disposizione prospettive diverse su una notizia e di portare i lettori di tutto il mondo sui siti degli editori. Noi non visualizziamo le notizie nella loro completezza, piuttosto il nostro approccio è simile a quello che adottiamo per la ricerca su web: mostriamo semplicemente il titolo della notizia, una o due righe di testo e poi il link al sito dell'editore. Insomma, giusto le informazioni utili perché il lettore sia invogliato a leggere l'intero articolo. Una volta che l'utente fa click sul link e viene reindirizzato all'articolo, sta all'editore decidere come trarre profitto dal contenuto. Il giornale può scegliere se far pagare il lettore per accedere all'intero articolo oppure può ospitare pubblicità sul proprio sito.

Chi fornisce notizie, analogamente a qualsiasi altro editore online, ha il pieno controllo sul fatto di rendere visibili i propri contenuti attraverso i servizi di Google. Quindi, se un editore non vuole essere trovato su Google.com o su Google.it o su un altro motore di ricerca, può evitare l'indicizzazione automatica utilizzando uno standard universalmente accettato, chiamato robot.txt. Gli editori hanno anche una serie di altre modalità per controllare come i loro contenuti appaiono (o non appaiono). Una di queste opzioni è per esempio quella di continuare a comparire nei risultati di ricerca di Google senza comparire su Google News. In questo caso, tutto quello che deve fare è contattarci e richiedere la rimozione dal servizio. In effetti, abbiamo incontrato diversi editori italiani e rappresentanti della FIEG proprio quest'estate per spiegare loro queste opzioni.

Noi rispettiamo i desideri dei proprietari del contenuto, ed è per questo che abbiamo fatto in modo che non far parte dei nostri servizi sia semplice. Tuttavia, quando si tratta di Google News, riceviamo di gran lunga più richieste di essere inclusi nel servizio di quante ne riceviamo per la rimozione. Questo è perché gli editori capiscono che il traffico generato da Google News, e da servizi ad esso analoghi, è un traffico di valore: Google News porta oltre 1 miliardo di click al mese agli editori di notizie, molti dei quali traggono profitti da questo traffico grazie alla pubblicità presente sui loro siti."


13 comments:

Francesco ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Francesco Caruccio ha detto...

Bene, infatti io penso (mio modesto parere) che questo "malinteso" sia nato dalla forse scarsa competenza in materia di alcuni editori, che appunto sono editori e non tecnici web.

mikiba ha detto...

Scusate ma non è più semplice che utilizziate uno User Agent specifico per le Google News?

Cioè oltre ai vostri Googlebot, Googlebot-Mobile, Googlebot-Image, Mediapartners-Google, ... aggiungete per esempio "Googlebot-News", così chi non vuole apparire solo nelle news scriverà nel robots.txt:

User-agent: Googlebot-News
Disallow: /

Anonimo ha detto...

"Questo è perché gli editori capiscono che il traffico generato ..."

Forse era più corretto dire "... perchè la maggior parte degli editori ..."

Sicuramente ci sono alcune cose che vanno chiarite, ma soprattutto spero dietro non ci sia solo un tentativo da parte di "qualcuno" di provar a "controllare/ricattare" Google. In "itaglia" sembra ci siano molti "esperti" :-(

Giacomo Brunoro ha detto...

Che il livello di incompetenza degli editori italiani fosse imbarazzante, già si sapeva, ma appena ho letto la notizia ieri non credevo si potesse arrivare fino a questo punto...

Anonimo ha detto...

http://www.google.it/ig IN QUESTA PAGINA COME SI PUO' ELIMINARE LA MUSICA DI SOTTOFONDO...GRAZIE PER L'AIUTO..MANDY

maxi roma ha detto...

Secondo me il servizio che offre Google news è ottimo,visto che la stessa notizia la si può leggere nel sito che più si gradisce e mette il lettore in condizioni di paragonarle tra loro.Ma questo aspetto non andrà mai a genio a chi è abituato ad imporre le proprie notizie.Dinosauri!

Anonimo ha detto...

maxi ogni riferimento al nano è puramente casuale.

Michele Pinto ha detto...

Gli editori non sono tutti uguali, l'ANSO (associazione nazionale stampa online) esprime solidarietà a Google.

granpassi ha detto...

la domanda è: Come mai nelle news la maggior parte delle notizie proposte arrivano dal quotidiano, Il giornale????
Da circa un anno tengo una statistica delle fonti proposte nelle news e "Il giornale" ha sicuramente il primato. E' un caso? E' l'unico editore disposto a farsi pubblicare??
Spero in una risposta
Luana

Arle_Queen ha detto...

@granpassi
Beh probabilmente ti sei data la risposta da sola...

Heresiae ha detto...

credo che ci sia più di un problema tutto assieme:

il primo, l'effettiva dinosaurietà degli editori. l'età media si aggira sui sessantanni in tutte le alte sfere delle grandi aziende, loro non faranno eccezione, e sono tutti legati a un vecchio modo di concepire l'editoria, senza rendersi conto che le generazioni attuali che stanno crescendo sono tutte instradate sull'online, e perciò non stanno facendo proprio niente per fidelizzarsele.

il secondo, l'enorme sottovalutazione della rete. molti la pensano come la tv quando uscì: è un fenomeno, passerà. oppure che è solo un giocattolo. insomma, non si rendono conto del potenziale che porta. certo è anche in parte colpa nostra, metà della popolazione italiana sa a malapena accenderlo un computer, figuriamoci navigare. però è una tendenza destinata a crescere e il loro conservatorismo e le spesse fette di salame sugli occhi gli impedisce di percepire questo concetto

terzo, lo spaventoso potere di google. ha tutt'ora il metodo di indicizzazione migliore, ma soprattutto, fa della rete il nostro campo giochi, non il loro e questo gli da fastidio. non dimentichiamo che ormai, internet vuol dire google.

quindi, oltre a piangere miseria perchè dei totali incapaci, preoccupati dell'unica cosa che li ha sempre interessati: perdere il posto e il potere.

spero che sappiano come impiegare il tempo quando dovranno andare a casa (scusate il papiro e la reiterazione dei concetti).

mikiba ha detto...

Mi fa piacere che Google abbia da poco implementato la soluzione che suggerivo nel commento sopra del 27 agosto:

User-agent: Googlebot-News
Disallow: /

Fonte:
http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2009/12/new-user-agent-for-news.html

Sono riuscito a prevedere pure l'esatto nome.

Insomma prima di giudicare e lasciarsi trasportare dai pregiudizi sarebbe meglio pensare,
la soluzione può essere fin troppo semplice, come un uovo di colombo.