13 luglio 2009 - ore 18.21
Qualche settimana fa abbiamo parlato su questo blog delle preoccupazioni che hanno suscitato alcuni articoli inseriti nel disegno di legge sulle intercettazioni, in cui si estendono anche ai “siti informatici” le procedure di rettifica delle informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione, regole finora applicate solo ai mezzi di informazione tradizionali. Molto meglio di quanto abbia fatto io, Guido Scorza ha fatto capire in modo chiaro le questioni sollevate da queste norme.
Siamo di fronte sempre ai soliti problemi: la difficoltà ad interpretare il web tenendo in considerazione la specificità di questo mezzo, la mancanza di un metodo di discussione multi-stakeholder sul tema dei diritti e doveri degli utenti della Rete che coinvolga tutte le parti interessate (Istituzioni, società civile ed aziende) ed infine la mancanza di una governance di Internet (negli ultimi mesi sono stati troppi gli ambiti istituzionali in cui si è discusso delle regole della Rete senza una cabina di regia).
L'importanza dei diritti in gioco e la difesa della libertà di espressione stanno producendo varie reazioni: da un lato, molti cittadini hanno aderito allo sciopero dei bloggers e alla manifestazione che 'Diritto alla Rete' ha organizzato domani a Roma, mentre alcuni politici, penso all'On. Palmieri e al Sen. Belisario, si stanno spendendo per trovare una soluzione che salvi il principio per cui siamo responsabili delle nostre azioni sia quando siamo online sia quando ci muoviamo nel cosiddetto mondo reale, senza per questo arrivare all'estremo per cui un blogger non professionista avrebbe gli stessi obblighi del direttore di un quotidiano nazionale.
Consapevolezza e passione: queste sono le due caratteristiche più evidenti dell'iniziativa 'Questo blog alza la voce'. Un 'silenzio rumoroso' che merita di essere ascoltato.
Siamo di fronte sempre ai soliti problemi: la difficoltà ad interpretare il web tenendo in considerazione la specificità di questo mezzo, la mancanza di un metodo di discussione multi-stakeholder sul tema dei diritti e doveri degli utenti della Rete che coinvolga tutte le parti interessate (Istituzioni, società civile ed aziende) ed infine la mancanza di una governance di Internet (negli ultimi mesi sono stati troppi gli ambiti istituzionali in cui si è discusso delle regole della Rete senza una cabina di regia).
L'importanza dei diritti in gioco e la difesa della libertà di espressione stanno producendo varie reazioni: da un lato, molti cittadini hanno aderito allo sciopero dei bloggers e alla manifestazione che 'Diritto alla Rete' ha organizzato domani a Roma, mentre alcuni politici, penso all'On. Palmieri e al Sen. Belisario, si stanno spendendo per trovare una soluzione che salvi il principio per cui siamo responsabili delle nostre azioni sia quando siamo online sia quando ci muoviamo nel cosiddetto mondo reale, senza per questo arrivare all'estremo per cui un blogger non professionista avrebbe gli stessi obblighi del direttore di un quotidiano nazionale.
Consapevolezza e passione: queste sono le due caratteristiche più evidenti dell'iniziativa 'Questo blog alza la voce'. Un 'silenzio rumoroso' che merita di essere ascoltato.


4 commenti:
grazie Daniela per il tuo banner, deve essere una grande soddisfazione vederlo addirittura sulle pagine della carta stampata. Oggi teniamo alto il volume del tuo megafono con il nostro rumoroso silenzio. Ora taccio
w la libertà di informazione che cè rimasta grazie ai blog e abbasso ogni forma di censura!!!!
Internet si e' sempre autoregolamentata da se'...
Abbiamo policy commenti videorisposte...che fanno si che sia possibile dialogare e rettificare direttamente senza bisogno di nessuna legge!!!
Non vedo la necessita' di nuove leggi...
E' cosi' difficile per i politici italiani accettare il principio della liberta' di opinione di scrittura e di lettura ?
E' cosi' difficile capire che la gente deve poter scrivere tutto cio' che gli pare in una democrazia? E' cosi' difficile capire che internet e' un mezzo interattivo e non un giornale?
Che e' piu' simile ad un telefono che non alla tv alla radio ed ai giornali?
Il problema e' che in Italia ancora esistono leggi come "il reato di stampa clandestina" ed il reato di "vituperio alla religione cattolica"...che sono due reati di opinioni che in una democrazia non dovrebbero esistere!!!
thanks for sharing this usefull information.
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