Filtrare la Rete? No grazie!

09 febbraio 2009 - ore 12.07

Che differenza c'è fra un quotidiano, un programma televisivo ed un sito Internet? Chi legge questo blog probabilmente ha ben chiara la risposta, eppure il dibattito intorno ai recenti progetti di legge che impattano la Rete sembra mettere in discussione le nostre convinzioni. Il tema ruota intorno al rapporto fra responsabilità e libertà di espressione.

Mi spiego meglio: quando compro un giornale, so in linea di principio che l'articolo che sto per leggere è stato scritto da un giornalista, approvato da un altro giornalista e scelto per la pubblicazione, allo stesso modo quando guardo la televisione i programmi sono il frutto di una scelta editoriale del canale. Su Internet non è sempre così semplice, lo scenario è diverso, questo non vuol dire che chi scrive qualcosa non sia responsabile delle sue affermazioni, tutto il contrario!

Le leggi in vigore sono chiarissime su questo punto: chi produce un contenuto ne risponde completamente. Esistono comunque tutta una serie di figure come il blogger non professionista, chi fornisce la connessione, chi mette a disposizione una piattaforma telematica per ospitare i contenuti forniti dagli utenti, che non fanno lo stesso mestiere di chi gestisce la comunicazione sui media tradizionali. Ecco perché per questi soggetti andrebbero discusse regole diverse (non più o meno severe, ma diverse).


Non c'è dubbio che per chi non è un nativo digitale non è semplice comprendere immediatamente le dinamiche delle nuove tecnologie. Ma per questo è importante il dialogo fra Istituzioni, industria e società civile. Così ad esempio sui temi della pirateria digitale abbiamo dato la nostra disponibilità ad essere sentiti, e così hanno fatto altri importanti soggetti come i consumatori.

Un ulteriore esempio di questa tendenza o mancanza di dialogo fra il mondo della politica e quello della Rete è un articolo del disegno di legge sulla sicurezza in cui si prevede il filtraggio di tutti i siti Internet (da Facebook all'ultimo Blog di giardinaggio) se ci sono concreti elementi che consentano di ritenere che qualcuno stia per compiere attività di apologia o di istigazione al reato in via telematica sulla rete Internet.

Tutto questo non serve a combattere il crimine, perché basta segnalare un'attività illecita a qualunque Internet service provider perché questi la possa rimuovere: è già previsto dalla legge e dai contratti di tutti coloro che forniscono servizi online. Questo serve a controllare la Rete e in quanto tale è pericoloso per la nostra libertà.


15 commenti:

Luca Grandicelli ha detto...

E' un analisi corretta, ma purtroppo rileva ancor di più le gravi lacune culturali in materia digitale di cui è afflitto il nostro paese.

Leggendo le proposte del decreto òegge, si evince chiaramente come sia stato pensato e scritto partendo da una assoluta mancaza di conoscenza della rete e della sua cultura intrinseca.

Forse proprio Google potrebbe aprire un iniziativa di sensibilizzazione più marcata su questo tema, magari coinvolgendo anche le istituzioni.

soloparolesparse ha detto...

La questione è proprio quella che centra in pieno Luca. Il problema non può essere affrontato da chi non conosce il funzionamento della rete, dei blog, dei giornali partecipativi online.
E purtroppo la conoscenza di questi ambienti da parte di chi si arroga il diritto di decidere è molto scarsa, ce ne rendiamo conto ogni giorno.

Albi ha detto...

Non vorrei passare per complottista ma secondo me, chi ha scritto la legge, il mondo digitale lo conosce e anche molto bene.. e proprio perchè lo conosce si rende conto che è "pericoloso" perchè è libero.. perchè permette di esprimersi.. permette di farsi una cultura.. e sopratutto è l'unico mass media che permette di rispondere a quel che viene detto o scritto .. di esprime un opinione di creare discussione di contraddire.. e questo in Italia non piace ne ha destra ne a sinistra....

Acca5 Enne1 ha detto...

Pienamente d'accordo.
Spero che le nostre voci non restino inascoltate.

unlucio ha detto...

Ricordiamoci che viviamo nel paese in cui anni fa eratato messo al bando l'estensione AVI per "combattere" gli albori dello scambio video attraverso internet (abbiamo visto come ha funzionato bene...), dove qualche annetto fa c'era tra i politici chi auspicava una versione italiana del mega-firewall cinese e dove e' nato l'aborto per eccellenza dell'era di internet "italia.it".

D'accordissimo con Albi quando dice che chi spinge per queste leggi teme la rete e la sua liberta', ma e' palese che alle istituzioni italiane servano indicazioni in questo campo proveniente da fonti fresche e sensate, dato che ora come ora ogni volta che s'avventurano in questo campo i risultati vanno dal ridicolo al patetico passando per il pericoloso...

Si', forse proprio google puo' contrastare gli attuali cattivi consiglieri governativi troppo vetusti e con mentalita' chiuse e coercitive :(

HELP!!! questa e' un'opportunita' per cercare di dare una mano al nostro paese per togliersi dal pantano retrogado in cui sguazza e si crogiola da anni :(

borgo italia ha detto...

sono perfettamente d'accordo con albi.

che ci vogliano delle regole d'accordo, ma la censura NO

Albi ha detto...

Anche io sono d'accordo sul fatto che ci vogliano delle regole perchè l'autoregolamentazione funziona ma fino ad un certo punto perchè i soliti furbetti ci sono in tutto il mondo... quindi trovo giusto che vengano fornite delle linee guida e sono contento che proprio "Google" si dia da fare per questo..

Fabio ha detto...

Caro Marco,


è forse la prima volta che sul vostro/nostro blog appare un post che non mi piace. E' cambiato il tono. E' cambiata l'atmosfera.

Ho sempre pensato il mio amico google come il compagno anche di questa battaglia. Come pure non dire che vedervi conversare col governo italiano è stato, per certi lati, sorprendente.


Con il sottofondo della storia di Eluana, a me la paura cresce, cresce il timore che non sarà mai abbastanza. Sale la convinzione che una strada è stata già tracciata e che sarà quella ad esser seguita. E che ci trasformeremo in tantissimi piccoli beppegrillo a scrivere, anche stavolta, chissà, al Presidente della Repubblica, alla Corte Europea, chissà.

Albi ha detto...

Ciao Fabio ..
non ho capito molto bene le tue parole.. puoi essere più chiaro...

idris.albadufi ha detto...
Questo post è stato eliminato dall'autore.
Fabio ha detto...

Albi, ciò che ho scritto è un momento, una sensazione. Ora non lo capisco neanche più io.

Giack ha detto...

Dal punto di vista pratico, mi domando:- ma un provider, avrà la possibilità e le capacità per entrare in un database (mettiamo che usi ORACLE) rintracciare la riga records, eliminare il contenuto, senza creare altri danni !?
I siti non si fanno più in html !
Ed ancora la richiesta dell'autorità giudiziaria non si rischia
Se cancello un record da un database poi non si potrà tornare indietro.
Nel caso di housing di server, potresti non avere neppure i dati di accesso.

Anonimo ha detto...

Tutto dimostra la grande igniranza della nostra classe politica.

Sergio ha detto...

Cosa ci si può attendere da un Parlamento ove siedono, seppur espressione di volontà popolare, onorevoli cantanti, soubrette, presentarici, opinionisti già "a libro paga" del President del Consiglio?

Albi ha detto...

cosa si può pretendere da un presidente che vuol far votare 4 persone a nome di un intero parlamento..?? che faccia esprimere pubblicamente su internet il parere di molti???? non credo proprio sia nei suoi pensieri......